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Aderisce Sinistra Anticapitalista Toscana



Un NO unitario contro

l’austerità




Nuova campagna referendaria contro

la privatizzazione strisciante del

Sistema Sanitario Regionale toscano


Nel corso dell'estate autunno 2015 Sinistra Anticapitalista Toscana aveva partecipato alla raccolta delle firme per l'abrogazione della Legge regionale 28/2015 che sferrava un duro colpo al sistema sanitario regionale principalmente accorpando le ASL e quindi allontanando i centri decisionali dal controllo dei cittadini, decretando il taglio del personale per circa 2000 operatori e introducendo elementi di privatizzazione come convenzioni con associazioni private.

La campagna aveva avuto un inaspettato e strepitoso successo e nell'arco di circa due mesi erano state raccolte e consegnate 55614 firme. Anche a Livorno era nato un comitato per la difesa della sanità pubblica che in maniera autonoma ed indipendente dallle forze politiche aveva ripetuto in città lo stesso successo nella raccolta delle firme.

Tuttavia l'attuale giunta e maggioranza regionali, attraverso una serie di garbugli, temporeggiamenti e artifizi, il principale dei quali è consistito nell'approvare in fretta e furia una nuova legge che conteneva lo stesso tipo di provvedimenti è riuscita ad evitare il confronto referendario. Contro queste manovre antireferendarie è pendente un ricorso al TAR. Leggi tutto




Mozione conclusiva

Approvata a larghissima maggioranza dal 1° Congresso di Sinistra Anticapitalista il 31 gennaio 2016

Il primo congresso di Sinistra Anticapitalista prende atto con soddisfazione dello sviluppo dell’organizzazione, seppure ancora insufficiente, nei suoi primi tre anni di vita e conferma il progetto ecosocialista, femminista e rivoluzionario adottato nel settembre 2013 dall’assemblea fondativa.Il congresso approva la relazione introduttiva e le conclusioni.Denunciamo con forza la brutale distruzione dei diritti e delle conquiste sociali che il governo Renzi ha perpetrato, approfondendo e aggravando la politica liberista che aveva caratterizzato tutti i governi (di centrodestra, di centrosinistra o tecnici) degli ultimi 25 anni. In particolare, il meridione ha subito con maggiore violenza gli effetti delle politiche di austerità così come viene argomentato nel contributo dei compagni del Mezzogiorno che il congresso assume nei suoi materiali.      CONTINUA










































































































































































     




Sinistra anticapitalista

 Toscana aderisce alla

campagna

 referendaria per

l'abrogazione

 della legge regionale di

 controriforma sanitaria


Sinistra Anticapitalista Toscana ritiene che la legge 28/2015 della Regione toscana sia una brutta legge la quale dietro la parola "riordino" nasconda in realtà la volontà politica di tagliare la qualità e l'entità complessiva dei servizi erogati ai cittadini. Essa perfeziona fra l'altro l'introduzione del privato nella gestione della sanità, introduzione che era stata già sancita da precedenti provvedimenti legislativi e delibere di giunta , come la famigerata delibera 1235. Mette in atto un pesante attacco ai lavoratori del settore inventando inesistenti esuberi e infine accentra tutto il potere su tre megadirettori di diretta nomina presidenziale allontanando sempre di più la sanità pubblica dal già scarso controllo democratico che potevano esercitare le comunità locali e creando enormi rischi di disequilibri territoriali.

Sinistra Anticapitalista ritiene che tutto questo apra sempre più la strada al dilagare della sanità privata, alle polizze di assicurazione sanitaria e quindi alle compagnie assicurative con il risultato a medio/lungo termine di rendere la sanità pubblica una realtà di serie b.

Una sanità pubblica di qualità e universale, che abbia come unico finanziatore la fiscalità generale, è l'unica garanzia del diritto alla salute per tutti i cittadini come previsto dalla costituzione.

Ovviamente non basterà l'eventuale vittoria del referendum per arrestare la campagna di tagli e privatizzazioni del governo nazionale e locale e saranno necessarie nuove lotte, ma l'abolizione di questa legge non potrà che favorire la battaglia per una sanità pubblica di qualità.

Per questo la nostra organizzazione aderisce alla raccolta delle firme e alla campagna referendaria per il Si all'abrogazione della legge 28/2015 e invita i/le lavoratori/trici, i/le pensionati/e, i/le cittadini/e a firmare numerosi la richiesta di referendum affinché si raggiunga e si superi il numero necessario di firme nel più breve tempo possibile.

Sinistra Anticapitalista Toscana






Appello: Solidarietà al popolo greco e alle forze sociali e politiche che si oppongono al

nuovo memorandum

Invitiamo tutte e tutti a firmare questo appello di solidarietà con le compagne e i compagni greci che si stanno opponendo all’applicazione di un terzo Memorandum in Grecia. Le firme saranno trasmesse ai compagni di Unità Popolare alla fine del mese di agosto.


Dal 2010 il popolo greco sta subendo un attacco senza precedenti da parte delle istituzioni che rappresentano i creditori.

Dal mese di luglio 2015, la stampa internazionale e italiana ha dato ampie informazioni sulla valanga di misure di austerità che colpiscono l’insieme della classe lavoratrice e gli strati sociali più diseredati (pensionate/i, disoccupate e disoccupati, giovani costretti a migrare…) . Come purtroppo sappiamo molto bene anche nel nostro paese, a tutto questo si aggiungono un’ondata di privatizzazioni, la distruzione dei servizi pubblici e l’estrema precarizzazione del mercato del lavoro, ossia il super sfruttamento delle lavoratrici e dei lavoratori salariati che dispongono di un impiego e la chiusura di ogni prospettiva per le/i disoccupate/i. Quest’insieme di diktat di chiara impronta classista mira a colpire anche le regole più elementari della democrazia parlamentare.

In questo contesto, noi non possiamo che sostenere coloro che nella società greca e in parlamento si sono opposti al fatto che il governo Tsipras applichi queste misure antisociali, determinando uno stato d’animo di rassegnazione nella massa delle lavoratrici e dei lavoratori, secondo cui non vi sarebbe alternativa e non sarebbe possibile alcuna resistenza ai poteri del capitale e delle sue istituzioni.

Il nostro sostegno è oggi rivolto, tra gli altri, al raggruppamento politico che si è costituito – su impulso della Corrente di sinistra e del Red Network – sotto il nome di Unità popolare, che esprime e dà voce al vasto NO alle politiche di austerità che si è espresso con il referendum del 5 luglio.

Le militanti e i militanti e le molteplici organizzazioni e correnti che formano questo fronte dell’Unità popolare conducono la nostra stessa lotta, quella che stiamo cercando di costruire in Italia e in tutta Europa, contro coloro che attaccano i diritti sociali e democratici dell’insieme delle lavoratrici e dei lavoratori così come dei loro alleati sociali.

Per aderire all’appello scrivere a nomemorandum@gmail.com indicando nome e cognome, città, eventuali incarichi sindacali e/o politici.

Prime adesioni

Eliana Como (direttivo nazionale Cgil); Nicoletta Dosio (Movimento No Tav)

Sergio Bellavita (direttivo nazionale Cgil); Fabrizio Burattini (direttivo nazionale Cgil); Francesco Cori (Autoconvocati della scuola di Roma); Giorgio Cremaschi (ex segretario nazionale Fiom); Giuliana Righi (comitato centrale Fiom); Aldo Giannulli (docente universitario); Antonio Moscato (storico); Annamaria Rivera (docente universitaria); Aldo Zanchetta (economista); Checchino Antonini (giornalista); Fausto Pellegrini (giornalista); Imma Barbarossa (coordinamento nazionale Altra Europa); Piero Maestri (Rete Communia); Gigi Malabarba (RiMaflow, Rete Communia); Cristina Quintavalla (coordinamento nazionale Altra Europa); Riccardo Rossi (candidato presidente Altra Puglia); Franco Russo (ex deputato); Nando Simeone (Sinistra Anticapitalista); Sandro Targetti (direzione nazionale Prc); Franco Turigliatto (ex senatore, Sinistra Anticapitalista); Arianna Ussi (direzione nazionale Prc)

Leggi la lista completa delle adesioni



Sinistra anticapitalista sostiene la manifestazione indetta dagli Orti Urbani di via Goito per domenica 2 agosto


L'esperienza degli orti urbani assume grande importanza per il coraggio con cui questa esperienza ha legato l'autogestione da parte di cittadin@ di un terreno urbano abbandonato - e destinato alla speculazione - alla costruzione di una coscienza collettiva che si pone con forza contro la cementificazione, il consumo del territorio, il diritto dei cittadini di decidere della propria vita, della propria città.

Questa esperienza ha svelato non solo l'arroganza e la subordinazione alla rendita della precedente amministrazione PD collaterale agli interessi dei suoi tradizionali amici (più o meno ammantati di un velo di valori cooperativi talmente liso che si lacera al primo soffio di vento), ma anche l'insipienza di una nuova amministrazione incapace di superare il legalitarismo e l'istituzionalizzazione del suo agire per cui si nasconde sempre dietro al dito del "non è legale", del "non si può fare", de "l'ultima interpretazione giuridica della dottrina va in senso contrario", ecc.

I giuristi individuano a fianco della Costituzione giuridica una "costituzione materiale" che interpreta secondo le culture e gli interessi dominanti in una data fase storica i principi di quella formale. In questi ultimi anni troppa forza hanno preso le interpretazioni liberiste e reazionarie e per questo ogni nostro agire deve essere interpretato come un primo passo verso la costruzione una "nuova costituzione materiale" che abbia nei valori originari costituzionali e nella solidarietà e nella difesa dei beni comuni e collettivi il suo principale dettame. Quello che agli occhi dei difensori degli interessi speculativi può apparire come qualcosa di "illegale" in realtà risulta essere una semplice resistenza contro chi in questi ultimi decenni ci ha rubato diritti e democrazia in nome dei profitti e degli interessi particolari e di classe.

In questi ultimi anni si è dimostrato che tutto è possibile (il "si se puede" dei compagn@ spagnoli), soprattutto se si riesce a dare voce agli interessi di chi sta in basso, dei settori popolari, dei lavorator@, coscienti che ormai qualsiasi valore realmente democratico va a colludere immancabilmente con gli interessi di fondo del sistema e in ultima analisi delle sue istituzioni; locali, nazionali ed internazionali (vedi TTIP).

Con la manifestazione di domenica 2 agosto si deve ribadire ancora una volta che il diritto di proprietà dei terreni non è legato al diritto di edificare, che non deve essere rispettato alcun astratto diritto di proprietà fondiaria se i progetti ad essa legati non andranno nel senso di soddisfare i bisogni sociali primari (a partire dal verde, dai servizi pubblici, e dalla valorizzazione di questa esperienza autogestionaria democratica). 

Non va accettato alcun progetto che non sia sottoposto ad un controllo popolare e democratico definito in strutture di autogoverno, cosa ben diversa dalle ritualità che si svolgono dentro le aule consiliari o le stanze chiuse di Municipi dove interessi particolari e speculazioni si incontrano nello squallido mercato dell'"urbanistica contrattata".

Bisogna quindi aprire nuovi processi costituenti che rompano con una pseudodemocrazia che dalla Spagna alla Grecia, passando per le varie mafiecapitali (Milano-expo, Venezia-Mose, Roma…) locali, stanno dimostrando tutta la loro putrefazione.

Nessuna nuova area a Livorno deve essere edificata, né dentro la città né al di là della variante. Non devono essere più ripetuti obbrobri come il "nuovo centro"!

Per questo bisogna impedire che nuove aree liberatesi in questi giorni, per altro di pregio e vicine all'esperienza degli orti urbani di via Goito come il deposito CTT nord, diventino luogo di speculazione dei soliti squali.

Questo deve essere ribadito nei nuovi piani urbanistici che a breve verranno discussi e adottati a Livorno.

L'area degli orti deve ritornare ad essere classificata area per il verde pubblico e per servizi. Ma non solo.

Lo stesso progetto della "darsena Europa" deve essere immediatamente bloccato in assenza di un piano nazionale dei porti che superi la fase d'indirizzo e sia capace di avviare una reale programmazione che tenga conto degli interessi dei territori definiti democraticamente (senza ingerenze da parte degli investitori del project financing) e fino a che non saranno date garanzia ambientali sulla sua costruzione, basate su studi indipendenti relativi non a generici piani ma ai progetti reali.

Le "Grandi opere" arricchiscono, spesso illegalmente, solo chi le fa!

Dobbiamo quindi impedire che la progettazione del water front del porto diventi l'ennesima squallida speculazione, non solo per la sua possibile bruttezza ma soprattutto per le conseguenze sociali e occupazionali devastanti per i cittadin@ che comporterà.

E non ci vengano a dire, in modo particolare i sindacati di categoria, che così si riduce l'occupazione nel settore edile. Tutti sanno bene che esistono grandi quantità di lavori nel settore specialmente nella difesa della salute (bonifica amianto) e dell'ambiente, nella riqualificazione urbana del tessuto esistente, nel risparmio energetico, nella costruzione o messa in sicurezza di scuole e edifici pubblici, nell'antisismica: lavori che richiedono una riconversione che il settore edile del nostro paese non è in grado di svolgere perché arretrato, troppo frantumato, abituato all'illegalità, al facile guadagno, infiltrato dalle varie mafie…

Tutti coloro che propongono le solite "innovative idee" devastanti per la città e l'ambiente (come quelle ultimamente espresse in una scadenza istituzionale purtroppo senza che il "prestigioso" relatore venisse zittito da una fragorosa risata da parte del pubblico e dei rappresentanti istituzionali presenti) non devono più avere cittadinanza a Livorno. Hanno fatto fin troppi danni.

Anche per questo tutt@ alla manifestazione di domenica 2 agosto!

SINISTRA ANTICAPITALISTA LIVORNO



Ex Lucchini: acciaio amaro

a Piombino

di Sergio Bellavita.

Da Rproject anticapitalista


Acciaio amaro a Piombino ma, come giustamente mi ha fatto notare un compagno, l’acciaio è sempre stato amaro. Solo che colpisce la durezza di quanto subiranno i lavoratori della ex Lucchini che passeranno alle dipendenze del nuovo padrone algerino in virtù dell’accordo sottoscritto da Fim-Fiom-Uilm. La spoliazione di quanto conquistato negli anni con la contrattazione aggiuntiva al contratto nazionale è quasi totale.

Un salto indietro dal punto di vista economico assai pesante.

La condizione che la Cevital ha posto per la riassunzione di tutti i lavoratori, che per metà resteranno a casa sino al 2016, sa di un duro ricatto. O prendere la nuova occupazione, stesso lavoro ma ad un salario inferiore e con un sostanziale blocco delle retribuzioni nei prossimi anni, o la prospettiva della chiusura. Sono migliaia gli accordi, come quello di Piombino, che derogano al codice civile che garantisce il mantenimento dei diritti acquisiti. In questo caso, per storia e dimensione, la vertenza ha avuto gli onori delle cronache, ma in tantissimi altri casi, e sono la maggioranza, il processo di spoliazione sotto ricatto avviene nel silenzio assoluto.

Parte rilevante dei gruppi dirigenti del sindacato ha ormai assunto il principio del meno peggio. Meglio cioè contrattare la restituzione sotto ricatto piuttosto che affrontare il rischio di uno scontro dall’esito assai incerto. Una scelta disastrosa per due ragioni. Da una parte la linea sindacale inevitabilmente si adegua progressivamente ad accettare i limiti sempre più mortificanti che si producono. Non si pone cioè nessun limite nelle pratiche contrattuali contribuendo così direttamente a rendere sempre più pesante il ricatto possibile. Dall’altra parte a livello generale un sindacato che pratica e rivendica la contrattazione di restituzione non potrà mai lottare davvero contro le politiche d’austerità per la semplice ragione che ne chiede l’applicazione ai lavoratori nelle singole aziende.

Che fare quindi? Se c’è un insegnamento da trarre nella vicenda della ex Lucchini è quello che parla della necessità di costruire una linea ed una pratica sindacale che impediscano di finire nel non avere alternative davanti al ricatto.

Un sindacato all’altezza di affrontare una fase così complicata dovrebbe porsi il problema di come unificare le lotte e dare una prospettiva generale che esca dal ruolo angusto e infausto di sperare in una nuova proprietà. Dovrebbe porsi davvero il problema della nazionalizzazione delle grandi imprese, di un nuovo grande piano di intervento pubblico in economia non per finanziare le imprese private come nel caso della Lamborghini ma per costruire impresa comune. Il lavoro si certo, ma non ad ogni costo.

Questo è un altro degli altri grandi temi su cui costruire battaglia politica. Per non cadere nel ricatto serve una politica di sostegno ai redditi. Se il lavoro viene prima di tutto, e sopra ogni cosa, viene da se che qualsiasi condizione è trattabile.

Se il lavoro è l’unica forma di sostentamento possibile difficile immaginare che si possa resistere efficacemente ai ricatti delle imprese.

Quella scritta a Piombino non è una bella pagina della storia del sindacato in questo paese. Non lo è per i lavoratori ai quali nulla si può rimproverare. Non lo è per la Fiom che domani apre una riflessione pubblica sulla costruzione di una coalizione sociale che, ambiziosamente e giustamente, si pone il tema della risposta ai crescenti bisogni sociali. Non lo è per il valore generale che assume nei confronti di tante altre vertenze ancora aperte. In fondo questa è l’altra faccia della profonda crisi del sindacato.

La crescente rassegnazione, disillusione e passività sociale sono la diretta conseguenza delle sempre più brutte notizie che il sindacato porta nelle assemblee. Senza la ricostruzione di senso e efficacia del sindacato saranno in molti a pensare che serve a poco o nulla la sua esistenza.



Regionali 2015:

comunicato e indicazione di voto di

Sinistra Anticapitalista

.

In Toscana, come nel resto delle altre regioni italiane in cui si vota a maggio, queste elezioni regionali assumono una valenza importante di fronte al pesante attacco che il Governo Renzi sta quotidianamente sferrando contro i lavoratori e le lavoratrici, i loro livelli di vita, i loro diritti e le conquiste ottenute con decenni di lotte e di mobilitazioni. Politiche che trovano comprensione e complicità anche a livello regionale in tutti i campi: dal taglio ai servizi sociali, all’attacco alla scuola e alla sanità pubblica.

Queste politiche non sono, infatti, una novità dipendente dal “nuovo corso” renziano, ma vengono da lontano e sono in perfetta continuità con quelle portate avanti dal PDS prima, e dai DS poi, per cui si può facilmente affermare, a dispetto di quanto altri pensano, che la Toscana non è mai stata un’isola felice.
Se c’è stato un freno alla devastazione del territorio, alle privatizzazioni per la difesa dei servizi pubblici questo è stato garantito dai movimenti che in questi anni hanno agito sul territorio, spesso isolati e lasciati soli dalla realpolitik, ma anche da chi si illudeva di poter mitigare dall’interno del Consiglio Regionale l’irruenza neoliberista della Giunta di Enrico Rossi.
Proprio dal tentativo di unificare tutte queste battaglie sociali, di connetterle tra loro dandogli una rappresentanza politica è nata la lista “SI Toscana a Sinistra-per Fattori Presidente”, che ci ha visto partecipi come Sinistra Anticapitalista.
Un percorso unitario, una lista alternativa non solo alle destre populiste ma soprattutto al PD,  che nella nostra regione assume ovviamente i connotati di una battaglia contro chi questi territori ha governato e devastato da decenni.
Riteniamo positiva che questa esperienza sia diventata nel suo percorso punto di aggregazione di tutte quelle forze politiche che si sono da sempre caratterizzate come opposizione al blocco di potere del Pd, dall’Altra Europa per Tsipras alle liste civiche di sinistra, ad Alba passando per Rifondazione Comunista,  a cui nell’ultima fase si sono aggiunti  anche SEL e PdCI  che, sebbene in una seconda fase, hanno avviato un processo di distacco dal PD.
Auspichiamo che questi nuovi posizionamenti nello scenario politico regionale costituiscano l’inizio di una riflessione che porti anche queste forze non solo a porsi all’opposizione a livello regionale, ma a rompere coerentemente anche nei comuni le maggioranze con il PD che li vedono ancora coinvolti.
Nessuna concessione o possibilità di alleanza è infatti ormai possibile con un partito che nulla ha più a che fare con gli interessi dei lavoratori e delle lavoratrici e con la difesa dell’ambiente, e che da decenni si è trasformato in uno strumento diretto delle lobby e dei blocchi di interessi e potere consolidati.
In Toscana cosa è il PD lo vediamo e subiamo quotidianamente  con le politiche sulla sanità, con la legge sulle cave di marmo di Carrara, con la grandi opere messe in cantiere, dalla mega Darsena del Porto di Livorno all’autostrada tirrenica, senza contare la legge elettorale regionale che, per alcuni aspetti, è peggiore del famigerato Porcellum.
Noi crediamo che oggi sia più che mai necessaria la presenza all’interno del Consiglio Regionale di una forza che si faccia portatrice di un programma coerentemente in difesa del lavoro, dell’ambiente, dei diritti civili di tutti, della scuola e della sanità pubblica, e che si impegni contro la militarizzazione del territorio e per una vera politica di accoglienza, iniziando dal rifiuto di qualsiasi intervento militare, a partire dalla Libia, sotto qualsiasi forma, compresa la copertura ONU.
E’ necessaria la coerenza di una sinistra capace di dire No alla riforma della sanità di  Rossi basata sull’Alta Intensità di Cura, la chiusura dei piccoli Ospedali e il licenziamento di 1200 operatori sanitari tra medici e infermieri, che tuteli le cave di marmo di Carrara e tutto il paesaggio della Toscana, che faccia tornare nuovamente pubblici i sevizi privatizzati in questi anni a partire dall’acqua così come si sono espressi i cittadini con il Referendum, che crei posti di lavoro veri e non precari con la promozione di opere pubbliche a basso impatto ambientale e non con le grandi opere.
E’ necessaria quindi una sinistra che non si faccia ammaliare dalle chimere del governismo per cui, una volta in consiglio regionale, ritorni ad essere più realista del Re.
E’ questa la nostra scelta: un voto alla “Lista SI-Toscana a Sinistra per Fattori Presidente” con preferenza a quei candidati che dichiarano da subito la propria astensione in caso di un eventuale secondo turno qualora non fossimo presenti e si impegnano perché questa eventuale scelta venga condivisa da tutta la Lista.




Ultimi articoli sul sito dei giovani del  "Movimento Per il Socialismo" -  Ticino




Rubrica

Notizie del lavoro nel mondo

Link al Sito dei lavotratori Piaggio aderenti alla Rete28Aprile

SdL_Ipercoop

Le campagne di Labour Start in difesa dei diritti del Lavoro










Giovedì 8 giugno alle ore 21:00
Presso Libreria Belforte 1805 - via Roma 69 Livorno
Presentazione del libro "ottobre '17: colpo di stato o rivoluzione? Legittimità della rivoluzione russa" di Ernest Mandel, curato da François Vercammen. Sarà presente Franco Turigliatto

che ha curato l'introduzione a questa ristampa.

A 100 anni dai 10 giorni che sconvolsero il mondo, e dopo 100 anni di devastazioni sociali e ambientali operate dal capitalismo, si ripropone più che mai attuale la domanda: è possibile far cambiare pelle e natura al capitalismo o sarà necessario abbatterlo?
È fondamentale richiamare alla memoria quei fatti non solo per liberare la Rivoluzione d'Ottobre dalle calunnie avanzate dagli apologeti del capitalismo e dalle successive degenerazioni operate dallo stalinismo, ma soprattutto per riattualizzare gli ideali che hanno ispirato quell’esperienza.
 La loro conoscenza è imprescindibile per potere immaginare nuove strade che pongano fine allo sfruttamento dell'uomo sull'uomo e alla devastazione della natura. 
La classe operaia russa dimostrò che si poteva cacciare lo zarismo e, con esso, il capitalismo, che si poteva organizzare la società in una forma superiore, realmente democratica, basata sui consigli di fabbrica e sui soviet, che un altro mondo era veramente possibile.


LA CRISI A PIOMBINO.
Pubblichiamo la dichiarazione del Coordinamento Piombinese che promuove il protagonismo dei lavoratori e che sta lottando per salvaguardare i livelli occupazionali della Val di Cornia.

Orti Urbani di via Goito: il comunicato di Sinistra Anticapitalista Livorno
Da tre anni in via Goito si sta svolgendo un’importante esperienza democratica di resistenza urbana basata su forme di autogestione.
Il progetto degli Orti Urbani è importante per più motivi.
..






Il Comitato in Difesa della Sanità Pubblica ha lanciato la raccolta di firme per abrogare l'articolo ariete del profitto Nel nostro sistema
sanitario.







A proposito di sanità pubblica toscana e livornese
Comunicato di Sinistra Anticapitalista Livorno




VENERDÍ  21 OTTOBRE ORE 20,15

al Circolo ARCI P. Carli via di Salviano 542

 

CENA DI AUTOFINANZIAMENTO DELLA CAMPAGNA PER IL "NO" AL REFERENDUM

PER LE MODIFICHE COSTITUZIONALI

 

organizza il Comitato per il NO

 

costo 15,00 €

 

SINISTRA ANTICAPITALISTA

che aderisce al Comitato per il NO

ti invita a partecipare

 

se sei sicuro/a di partecipare telefona o invia un messaggio entro mercoledì 19 a Massimo al 3473129381



Per un programma

Ecosocialista,Femminista, Libertario

venerdì 7 Ottobre  alle ore 17,30 presso il Circolo ARCI P. Carli via di Salviano 542

             Franco Turigliatto

 vi invitiamo a partecipare


3/10/16 Terra dei fuochi in Toscana




Primo luglio 2016. La nostra vertenza Livorno: Invece di sostenere i padroni e i loro profitti sosteniamo i nostri bisogni!


14/4/16 Comunicato di solidarietà con l'Unione Inquilini di Livorno



13/4/16 presso il CIRCOLO ARCI “CARLI” VIA DI SALVIANO 542 Assemblea Dibattito "dal Referendum NO-TRIV all'ecosocialismo" partecipa Ildo Fusani del Coordinamento Nazionale di Sinistra Anticapitalista e del Comitato Ambiente di Carrara


30/3/16 Contro ogni forma di privatizzazione e mercificazione del territorio e della città! No ad ogni forma di urbanistica contrattata!




17/3/16 Livorno Orti e legalità








18/2/16 Contro la repressione, per la partecipazione popolare, sosteniamo l'esperienza degli orti urbani di via Goito. Massima solidarietà agli inquisiti.





Il 12 febbraio 2016 i lavoratori e le lavoratrici del comparto (infermieri/e professionali, Oss, tecnici, etc ) della ex ASL 6 di Livorno e provincia sciopereranno.
Sinistra Anticapitalista invita tutti i cittadini ad appoggiare questo sciopero e trasformarlo in una scadenza
IN DIFESA SANITA' PUBBLICA E CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DELLA SANITÀ





















































15/1/16 Riproduciamo il comunicato dell'area programmatica di opposizione in CGIL


L'accordo con la Palumbo va rigettato!



11/1/16 Lettera aperta agli organizzatori del presidio contro la guerra del 16 gennaio a Livorno





4/12/15 AAMPS: una riflessione per capire




2/12/15    CONTRO LA BARBARIE DELL'ISIS! FUORI DALLA NATO…DISERTIAMO LA GUERRA!


19/11/15 Le condanne per il presunto "assalto" alla prefettura




11/11/15 Solidarietà alla compagna RSU USB licenziata dall'Unicoop Tirreno.
Il comunicato del "sindacato è un'altra cosa".


8/11/15 Pubblichiamo il secondo comunicato del Coordinamento Lavoratori e Lavoratrici Livornesi sulla grave situazione delle/dei lavoratrici/ori delle cooperative sociali dopo l'audizione  alle commissioni lavoro e sociale del consiglio comunale di Livorno




4/11/15 Consegnate a Firenze 55600 firme per il referendum abrogativo della controriforma sanitaria. Il comunicato del Comitato Livornese per la Difesa della Sanità Pubblica




26/10/15 Solidarietà agli imputati e alle imputate per il cosiddetto assalto alla prefettura.








Anche l'area congressuale "il sindacato è un'altra cosa-opposizione in CGIL" aderisce alla campagna referendaria contro la legge che devasta la sanità pubblica in Toscana. Qui il link al post nel loro profilo facebook.

Adesione di Sinistra Anticapitalista alla manifestazione “per un’Europa senza barriere, solidarietà internazionalista”



31/8/15 Documento di Sinistra Antiapitalista Livorno sullo sviluppo del porto

LIVORNO



Appalti ENI di Stagno: difendere occupazione, salari, diritti.



22/6/15 Riprendiamo per intero dal profilo facebook del "sindacato è un'altra cosa" - opposizione in CGIL di Livorno la valutazione critica dei compagni di opposizione nella FP-CGIL provinciale.

I tagli del governo Renzi e riorganizzazione della sanità in Toscana



16/6/15  COMUNICATO SULL’AGGRESSIONE DEGLI STUDENTI DA PARTE  DI FASCISTI AVVENUTA A FIRENZE


Come Sinistra Anticapitalista esprimiamo la massima solidarietà ai compagni e alle compagne della “rete degli Studenti”, fra questi anche giovani di 15 anni, che ieri sera sono stai aggrediti nel centro di Firenze.

Quello che è accaduto  è il segno che il fascismo in Italia sta rialzando la testa. 

Lega, Casapound, Forza Nuova, sono tutte formazioni politiche che fanno dell’odio razziale e contro le organizzazioni del movimento operaio il loro fondamento.

E’ necessario quindi che l’antifascismo torni ad essere punto fondamentale della sinistra e  un valore ed una pratica quotidiana, contro chi alimenta le spinte reazionarie e razziste come fanno i partiti della destra con Salvini in testa. 

Ma questo non può bastare: contro le paure dei ceti popolari e della piccola borghesia di fronte ai percoli di regressione sociale di fronte ad una crisi economica devastante, è necessario rilanciare le lotte per la difesa delle condizioni di vita e di lavoro di tutti e tutte, autoctoni e migranti, a partire dal rifiuto del Jobs Act e delle politiche di austerità del Governo Renzi e del PD. 

Riteniamo preoccupante che anche qui in Toscana partiti xenofobi come la Lega abbiano ottenuto ampi consensi alle ultime elezioni, per questo dobbiamo tornare nelle piazze, nei quartieri portando le nostre idee contro le menzogne della Lega e dei fascisti.

ANTIFASCISTI SEMPRE

SINISTRA ANTICAPITALISTA LIVORNO



27/5/15 TRW e terreni da bonificare Comunicato di Sinistra Anticapitalista Livorno



Livorno 7/5/15 Comunicato di Sinistra Anticapitalista

LE LOTTE NON SI PROCESSANO

Riprende oggi il processo ai compagni e compagne accusati/e dalla Procura di Livorno di aver partecipato in questi ultimi anni alle lotte sociali che hanno caratterizzato la nostra città e che li hanno visti protagonisti.

Con questo processo si tenta di far passare davanti all’opinione pubblica che chi si batte per i propri diritti (dal diritto a manifestare a quello di garantire una abitazione dignitosa a chi è pesantemente colpito dalla crisi e dalle politiche di austerità dei governi PD) è un "violento" e un pericolo.

Non è la prima volta che nel nostro paese i protagonisti dei movimenti vengono colpiti e messi sotto processo.

Esiste oggi, anche in una Livorno devastata dalla crisi, la "necessità" di colpire quella parte di lavoratori/trici, giovani, studenti/esse, disoccupati/e, che insieme cercano di autorganizzarsi e, al di là delle sceneggiate elettorali ed istituzionali, rivendicano diritti fondamentali come quello di un lavoro, una scuola decente, una casa dove abitare.

Tutto questo mentre, al contrario, i responsabili di inquinamento, abuso d'ufficio , speculazioni edilizie e grandi truffe vengono mandati assolti dalla stessa "Giustizia".

Noi sappiamo benissimo che la repressione è sempre stata l’arma dello Stato per fermare le lotte e ogni pratica antagonista e per questo rifiutiamo il teorema che si vuole imporre secondo cui qualsiasi forma di azione contro gli interessi del blocco di potere dominante sia "illegale" e quindi riportato sul terreno dell'ordine pubblico e giudiziario.

Come Sinistra Anticapitalista, non riconoscendo la "legalità" di questo sistema e delle sue istituzioni funzionali solo alla difesa degli interessi di quell'1% che relega alla miseria la maggioranza della popolazione, al contrario ci schieriamo nettamente con chi lotta e si oppone, dando la nostra totale solidarietà a tutti i compagni e a tutte le compagne che oggi sono sotto processo.

Sinistra Anticapitalista Livorno





31/3/15 OPPONIAMOCI ALLE COOP APERTE IL 25 APRILE!


31/3/15 Comunicato del Coordinamento Nazionale delle Rsu Contro Riforma Pensioni Fornero in solidarietà con i/le compagn* CGIL di Livorno partecipanti al percorso,  sotto attacco da parte dei dirigenti della camera del lavoro.


19/3/15 Variante Anticipatrice del PRG e Porto. Chi ha votato e per che cosa




14/3/15  Riprendiamo questo comunicato del "Sindacato è un'altra cosa - opposizione in CGIL" di Livorno dal titolo
"Il futuro della sanità toscana e la CGIL."


21/1/15 Riproduciamo il comunicato diramato dall'area progammatica " Il sindacato è un'altra cosa - opposizione in CGIL" sulle ultime novità e sulla situazione all'ENI di Livorno.


7/1/15 Solidarietà ai giornalisti e ai lavoratori di Charlie Hebdo, contro l'oscurantismo reazionario che nega la libertà di stampa


6/1/15 Le teorie cospirazioniste sono funzionali all'estrema destra e al campismo.




19/12/14 ALLE 17.30 in Via Verdi 151, a Livorno incontro-dibattito con
Massimiliano Piagentini su
IL MOVIMENTO GLBT E LA LOTTA PER UNA SOCIETA’ ALTERNATIVA.


13/12/14 Le foto della cena di sottoscrizione del 12/12/14


Venerdì 12 Dicembre ore 20,15 Cena di sottoscrizione presso i Locali del Circolo ARCI di Colline


Livorno in... movimento
Articolo comparso sul sito nazionale di sinistra anticapitalista con il titolo "Livorno, un’emblematica esperienza di autorganizzazione"




24/11/14 Ancora sullo sciopero cittadino del 25 novembre: LOTTA DI CLASSE NON CAMPAGNA ELETTORALE!




21/11/14 LIVORNO 25 NOVEMBRE, IN PIAZZA CONTRO I PADRONI! CONTRO ROSSI E CONTRO RENZI!




18/11/14 Porto ed elettrificazione delle banchine




11/11/14 SINISTRA ANTICAPITALISTA LIVORNO ADERISCE ALLA MANIFESTAZIONE DEL 15 NOVEMBRE







20/10/14 I lavoratori e le lavoratrici della TRW riprendano direttamente in mano il loro destino! Sosteniamo la loro lotta.




17/10/14 Livorno: CON I LAVORATORI IN LOTTA della TRW, Cooplat, ENI, Porto 2000, Trelleborg, per LO SCIOPERO GENERALE CITTADINO.



16/10/14 Cooplat, i nodi vengono al pettine




10/10/14 Riproduciamo il secondo volantino distribuito ai cancelli della raffineria ENI di Livorno. dall'area progammatica " Il sindacato è un'altra cosa - opposizione in CGIL"


8/10/14 Sugli orti di via Goito imponiamo un "divieto verde"!



6/10/14 Riproduciamo il volantino distribuito questa mattina dall'area progammatica " Il sindacato è un'altra cosa - opposizione in CGIL" ai cancelli della raffineria ENI di Livorno.


3/10/14 Porto di Livorno: ZIM e solidarietà con il popolo palestinese




29/9/14 Sinistra Anticapitalista Livorno sostiene l'esperienza degli orti urbani di via Goito







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